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14 febbraio 2011

Al Seatec, per raccontare l’approccio alle ui custom dei dispositivi per superyacht


Mercoledì 16 febbraio, al Seatec di Carrara, sarò relatrice al convegno “Technology+Design – Tecnologia custom per un design senza limiti” , in qualità di responsabile del design delle interfacce per Videoworks. Gli altri relatori dell’evento / tavola rotonda, organizzato da Team Italia e moderato da Gianluca Fenucci di ISA Yachts, saranno l’architetto Tommaso Spadolini, l’architetto Andrea Vallicelli, l’ingegnere Massimo Petrini di CRN, Massimo Minnella di Team Italia, l’ingegnere Vicko Jankovic di Isel e l’ingegnere Alessandro Gallifuoco di Benetti Yachts.

Categorie:  lavoro
28 maggio 2010

Whymca 10: suggerimenti, critiche, risposte e una riflessione.


Nel post precedente mi sono dimenticata di aggiungere il link alla registrazione del mio intervento su u-stream:
http://www.ustream.tv/recorded/7091178
Ed ecco i punti principali che sono usciti alla fine.

Lo semplifichiamo?

Ero arrivata convinta di aver fatto tutto il possibile per asciugare l’interfaccia e le informazioni, finché Massimo non mi ha buttato lì questa frase: Mi piacerebbe che i grafici si chiedessero anche “Lo semplifichiamo?” e non solo “Lo complichiamo?”. Gli ho risposto che non avrei saputo come farlo più asciutto di così: avevo ridotto le funzioni al minimo, tolto tutto il superfluo (forse pure troppo, mi ha fatto notare mia sorella…), cosa potevo togliere ancora? A rispondermi, è arrivato Cristiano. Le funzionalità proposte nella tabBar potevano essere ridotte a due: calendario e settings. Chissà, forse Andrea Picchi, che ha parlato anche di “credenze”, direbbe che la mia convinzione di aver fatto tutto il possibile era appunto una credenza :) E infatti è vero: le tre funzioni “calendario passato”, “calendario futuro” e “aggiungi una data”, possono essere indubbiamente raccolte in un’unica funzione “calendario”, che è un pattern acquisito su smartphone. Nelle date future vedrò le ipotesi, in quelle passate le date certe… e ovviamente posso aggiungere una data dove mi pare. Più semplice di così!

16 dicembre 2009

Dolcevita Android – Parte 2: inquadrare il nuovo contesto.


Quando progetto un’interfaccia per un’applicazione mobile, a che risoluzione devo lavorare? Che formato hanno gli schermi dei telefonini? La profondità in bit? Che differenze ci sono tra lo schermo di un telefono e uno schermo normale? Quante informazioni metto in una pagina? E su cosa si clicca… anzi, tocca esattamente?

Quando progetto un’interfaccia per il web, le risposte a queste domande tecniche di base sono scontate: la mia prima decisione riguarda il tipo di layout (fisso o fluido), poi studio la pagina conoscendo le risoluzioni più usate (1024 x 768 e 1280 x 1024) e dando per scontata la risoluzione video (72 dpi). Ormai uso abitualmente le griglie per avere un migliore controllo degli spazi e del ritmo. E faccio uso di zone di respiro, spazi vuoti che guidano l’utente nella lettura. Almeno, questa è lo sguardo che cerco di avere.

Su telefonino, la storia cambia.

un telefono è un oggetto personale

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