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28 maggio 2010

Whymca 10: suggerimenti, critiche, risposte e una riflessione.


Nel post precedente mi sono dimenticata di aggiungere il link alla registrazione del mio intervento su u-stream:
http://www.ustream.tv/recorded/7091178
Ed ecco i punti principali che sono usciti alla fine.

Lo semplifichiamo?

Ero arrivata convinta di aver fatto tutto il possibile per asciugare l’interfaccia e le informazioni, finché Massimo non mi ha buttato lì questa frase: Mi piacerebbe che i grafici si chiedessero anche “Lo semplifichiamo?” e non solo “Lo complichiamo?”. Gli ho risposto che non avrei saputo come farlo più asciutto di così: avevo ridotto le funzioni al minimo, tolto tutto il superfluo (forse pure troppo, mi ha fatto notare mia sorella…), cosa potevo togliere ancora? A rispondermi, è arrivato Cristiano. Le funzionalità proposte nella tabBar potevano essere ridotte a due: calendario e settings. Chissà, forse Andrea Picchi, che ha parlato anche di “credenze”, direbbe che la mia convinzione di aver fatto tutto il possibile era appunto una credenza :) E infatti è vero: le tre funzioni “calendario passato”, “calendario futuro” e “aggiungi una data”, possono essere indubbiamente raccolte in un’unica funzione “calendario”, che è un pattern acquisito su smartphone. Nelle date future vedrò le ipotesi, in quelle passate le date certe… e ovviamente posso aggiungere una data dove mi pare. Più semplice di così!

23 maggio 2010

Whymca, 21 maggio 2010: la mia esperienza, quasi a caldo.


Il Whymca 2010 è stata un’esperienza splendida, oltre ogni aspettativa. Prima del mio intervento ero piuttosto preoccupata, perché era la prima volta che parlavo in pubblico e perché quasi tutti gli altri talk hanno avuto un taglio da sviluppatori. Però ero piuttosto tranquilla sul discorso che avrei voluto fare, anche grazie al “solito” Adriano e a mia sorella. Mentre Adriano ha avuto la pazienza di darmi vari consigli, Barbara è venuta con me a Milano e per tutta la mattina mi ha aiutato a fare ordine e mettere nella giusta sequenza i concetti che avrei voluto dire. E così tutto è scivolato via in poco meno di mezz’ora.
Dopo il Whymca, ho deciso di specificare che si tratta della versione 1.0.

Categorie:  eventi
22 dicembre 2009

Dolcevita Android – Parte 3: lo studio della grafica.


Impostando il primo file per Dolcevita, ho inziato ad incagliarmi sul problema della risoluzione: ma a quanti dpi deve essere il mio file? E quanto deve essere grande un’icona o un elemento per fare in modo che un dito riesca a toccarla correttamente?

Pagina elenco, primo wireframe

il primo wireframe della pagina elenco, troppo piena di informazioni non “toccabili” o poco leggibili.

Questo è il primo wireframe per la pagina elenco: lo stavo impostando praticamente come una pagina web. Titolo abstract, immagine…. tutte cose che su telefono sarebbero state davvero troppo. Lo schermo è oggettivamente piccolo, perciò il testo avrebbe dovuto essere in proporzione più rilevante rispetto a una pagina web. E poi immagine e abstract non servono. Avrei potuto aggiungere qualche icona più utile, come il numero dei partecipanti, la possibilità di contrassegnare un elemento come preferito, le etichette.

16 dicembre 2009

Dolcevita Android – Parte 2: inquadrare il nuovo contesto.


Quando progetto un’interfaccia per un’applicazione mobile, a che risoluzione devo lavorare? Che formato hanno gli schermi dei telefonini? La profondità in bit? Che differenze ci sono tra lo schermo di un telefono e uno schermo normale? Quante informazioni metto in una pagina? E su cosa si clicca… anzi, tocca esattamente?

Quando progetto un’interfaccia per il web, le risposte a queste domande tecniche di base sono scontate: la mia prima decisione riguarda il tipo di layout (fisso o fluido), poi studio la pagina conoscendo le risoluzioni più usate (1024 x 768 e 1280 x 1024) e dando per scontata la risoluzione video (72 dpi). Ormai uso abitualmente le griglie per avere un migliore controllo degli spazi e del ritmo. E faccio uso di zone di respiro, spazi vuoti che guidano l’utente nella lettura. Almeno, questa è lo sguardo che cerco di avere.

Su telefonino, la storia cambia.

un telefono è un oggetto personale

4 dicembre 2009

Dolcevita Android – Parte 1: la launcher icon.


Era un bel giorno di maggio.
Sole, uccellini, 25 gradi.
Lorenzo mi raggiunge in pausa caffé e mi dice “Dobbiamo realizzare un’applicazione per telefonino. Ci manca un grafico e per questi lavori penso sempre a te.” Sarò forse l’unica persona che Lorenzo conosce che fa questo mestiere? Boh… Ma intanto, finché è così, ne approfitto. Ovviamente ho detto che ci stavo.

Clicca. Anzi, no. Tocca.

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