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	<title>Ilaria Mauric &#187; ux design</title>
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	<description>art director e designer per interfaccie web</description>
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		<title>Uno sguardo oltre l&#8217;interfaccia (parte 2) &#8211; chiaccherando con un &#8220;markettaro&#8221;.</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 08:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mauric</dc:creator>
				<category><![CDATA[ux design]]></category>
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		<description><![CDATA[Adriano è web marketer, web project manager, community  manager e business developer manager per e-xtrategy. Conosce profondamente le dinamiche del marketing applicate al mondo del web (ne ragiona da tempo sul suo blog), per questo gli ho chiesto il suo punto di vista. Grazie Adriano!

&#8220;non chiedetevi cosa può fare per voi il nuovo mktg. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a title="il suo profilo su LinkedIn" href="http://www.linkedin.com/in/adrianogasparri" target="_self">Adriano</a> è web marketer, web project manager, community  manager e business developer manager per <a title="le persone che lavorano in e-xtrategy" href="http://www.e-xtrategy.net/chi-siamo/" target="_self">e-xtrategy</a>. Conosce profondamente le dinamiche del marketing applicate al mondo del web (ne ragiona da tempo <a title="il blog di Adriano" href="http://www.4everyoung.it" target="_self">sul suo blog</a>), per questo gli ho chiesto il suo punto di vista. Grazie Adriano!</em></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=businessdesign-091126092850-phpapp01&amp;rel=0&amp;stripped_title=marketing-design-2590820" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=businessdesign-091126092850-phpapp01&amp;rel=0&amp;stripped_title=marketing-design-2590820" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=businessdesign-091126092850-phpapp01&amp;rel=0&amp;stripped_title=marketing-design-2590820" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" data="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=businessdesign-091126092850-phpapp01&amp;rel=0&amp;stripped_title=marketing-design-2590820"></embed></object></p>
<p><em>&#8220;non chiedetevi cosa può fare per voi il nuovo mktg. chiedetevi che cosa potete fare voi per prosperare grazie al nuovo mktg&#8221; &#8211; Seth Godin<br />
<span id="more-613"></span></em>Ci sono diverse scuole di pensiero in merito al discorso di &#8220;<strong>above the fold</strong>&#8221; quello che diamo per assodato è il concetto che sopra la piega è un termine che si riferisce al contenuto importante è nella metà superiore della prima pagina di un giornale; è comunemente usato sul web per descrivere l&#8217;area che si vede su una pagina web prima di dover scorrere la pagina.</p>
<p>Come da <a title="manuale" href="http://blog.tagliaerbe.com/2009/03/above-the-fold-ma-anche-below.html" target="_blank">manuale</a>, ricordiamo le <strong>3 regole di Jakob Nielsen</strong>. Nel suo famosissimo <a title="Screen Resolution and Page Layout" href="http://www.useit.com/alertbox/screen_resolution.html" target="_blank">Screen Resolution and Page Layout</a>, Nielsen elenca i 3 criteri principali per ottimizzare il layout di una pagina in base alle dimensioni dello schermo, ponendo alcune domande:</p>
<p>1. <strong>Visibilità iniziale</strong>. Tutte le informazioni chiave sono visibili above the fold, senza che gli utenti debbano scrollare per vederle? trova il giusto compromesso fra il numero di elementi mostrati e quanti dettagli mostrare per ogni singolo elemento.<br />
2. <strong>Leggibilità</strong>. In base alla risoluzione scelta, quanto è facile leggere il testo contenuto nelle varie colonne?<br />
3. <strong>Estetica</strong>. Con quella determinata risoluzione, gli elementi contenuti nella tua pagina si visualizzano correttamente? Tutti gli elementi sono allineati correttamente (come, ad esempio, le didascalie vicine alle foto)?</p>
<p>Tutto ciò ci ha portato a considerare che i contenuti più importanti delle pagine di un dovranno essere inseriti necessariamente all&#8217;interno di quella &#8220;cornice&#8221;&#8230; la logica di posizionare &#8220;tutto in alto&#8221; è importantissima non solo per siti e blog, ma anche per l&#8217;email marketing per assicurarsi che quando l&#8217;utente apre l&#8217;email nel suo client di posta elettronica, possa trovare tutte le informazioni più rilevanti immediatamente, senza scrollare.</p>
<p>Alcuni dubbi rimangono. A volte non è sempre  necessario &#8220;comprimere&#8221; tutto in alto &#8230; la stragrande maggioranza delle <strong>landing page</strong> sono incredibilmente lunghe, eppure <a title="convertono" href="http://searchengineland.com/4-steps-to-setting-better-conversion-optimization-goals-32964" target="_blank">convertono</a> alla grande sfruttando due tecniche: la prima, è quella di <strong>mettere più &#8220;punti di conversione&#8221; distribuiti sulla pagina, più o meno a distanza uguale, in modo che, ad ogni scrollata, l&#8217;utente ne visualizzi almeno uno</strong>. La seconda, è quella di inserire ottimi contenuti anche below the fold: il fatto di voler approfondire la lettura spinge l&#8217;utente a scrollare.</p>
<p>Spesso un’<span style="text-decoration: underline;"><a title="informazione" href="http://docs.google.com/present/view?id=ddvhbrqf_212c8d8pxcj" target="_blank">informazione</a></span> può essere condizionata dall’affermazione che la precede: l’<strong>impressione</strong> e il <strong>giudizio</strong> sulla personalità e il carattere di un’altra persona possono essere fortemente condizionati dall’ordine nel quale vengono proposte le definizioni della stessa. questo concetto riportato ai siti web ci fa capire come il modello della <strong>landing page</strong> può essere vincente (se ottimizzata bene) riuscendo a condensare in modo chiaro e preciso una <strong>forza persuasiva</strong>, facendo leva su meccanismi motivazionali che portano ad una percezione positiva e alla sensazione della bontà della proposta. L’effetto “<em>buona la prima</em>” condiziona molto il giudizio su una persona o su una cosa utilizzarlo a piano può cambiare le sorti di un business, possiamo utilizzare il metodo della prima impressione sia per la grafica sia per la composizione dei testi, perché in termini generali spesso la prima impressione è quella che conta.</p>
<p>Recentemente sono stati pubblicati di <a title="dati" href="http://www.cxpartners.co.uk/thoughts/the_myth_of_the_page_fold_evidence_from_user_testing.htm" target="_blank">dati</a> che hanno sfatato il mito del sopra la piega sul web, secondo la quale l&#8217;area di una pagina web visibile senza doverla scorrere, che sosteneva che l&#8217;utente non è  abituato a scorrere la pagina, pertanto con buone probabilità il contenuto &#8220;sotto la piega&#8221; rischierebbe di non essere visualizzato.</p>
<p><img class="alignnone" title="Long Pages" src="http://www.4everyoung.it/wp-content/uploads/2010/02/longpages.png" alt="" width="480" height="379" /></p>
<p>Attraverso l&#8217;uso di sistemi di eye tracker è stato possibile verificare come le barre laterali fossero usate dagli utenti per esplorare l&#8217;intero contenuto delle pagine:  <strong>il minor contenuto nella parte superiore può incoraggiare l&#8217;esplorazione della parte inferiore</strong> la piega della pagina. Un <a title="buon contenuto" href="http://www.rosariotoscano.com/2009/11/above-the-fold-e-crollato-un-mito" target="_blank">buon contenuto</a> nella parte superiore di una pagina potrebbe essere una premessa che crei aspettativa all&#8217;utente che sarà incuriosito a scorrere la pagina fino alla fine e magari raggiungiamo un gran numero di conversioni.</p>
<p>Questi test ci mostrano delle <strong>nuove opportunità</strong>: la possibilità di poter organizzare il contenuto di un sito nel modo più &#8220;comodo&#8221; possibile, dando il giusto peso agli &#8220;ingombri&#8221;, piuttosto che preoccuparsi di visualizzare più contenuto possibile in pochi pixel. Il &#8220;sopra la piega&#8221; vale quando voglio dare al lettore un numero limitato di informazioni ed è bene che le veda subito &#8230; per tutto il resto bisogna iniziare a costruire pagine che si facciano guardare ovunque, anche in quell&#8217;angolino in basso a destra così poco utilizzato.Come in ogni caso si tratta di trovare il <a title="giusto equilibrio" href="http://www.slideshare.net/darmano/social-business-design-web-20-nyc" target="_blank">giusto equilibrio</a> tra lunghezza e contenuti da inserire, ma senza regole fisse e limiti invalicabili.</p>
<p>È lecito pensare che questi diversi comportamenti degli utenti siano stati influenzati dalla diffusione dei nuovi strumenti del web sociale, l&#8217;aumento della presenza dei blog e dei  social network &#8230; la struttura verticale dei blog ha abituato i lettori a scrollare, anche in pagine lunghissime &#8230; una predisposizione trasferita poi ad altri contesti web &#8230; la nuova fruizione dei contenuti delle home page di Twitter/FaceBook/FriendFeed ci ha abituati a scorre tutta la pagina che contiene gli UGC dei nostri contatti.</p>
<p>Tutti questi discorsi hanno un&#8217;importante implicazione dal punto di vista del web marketing in particola modo nell&#8217;ottimizzazione delle pagine e dei testi  (<strong>Layout, Architettura, Call to action</strong>). Quando si costruisce una pagina web penso che si debba tener conto di tutto lo spazio possibile, organizzandolo in modo che i contenuti siano leggibili, i link ben visibili, etc etc, dando all&#8217;occhio i punti di riferimento per scendere e risalire senza perdersi.</p>
<p>I dati sopra citati ci dovrebbero far riflettere sull&#8217;altra faccia della medaglia &#8230; se gli utenti guardano a sinistra bisognerebbe trovare un modo per utilizzare lo spazio a destra .. se gli utenti non scrollano bisognerebbe trovare il modo di invogliarli: la<a title="lettura web" href="http://www.thesocialorganization.com/2009/12/5-ways-to-orchestrate-serendipity.html" target="_blank"> lettura web</a> è in evoluzione continua e il modo di leggere sullo schermo si adatta all&#8217;architettura delle pagine. Nella ricerca specifica credo che il dato è evidente e ci da la conferma che se il layout è verticale, a condizione del buon contenuto (mi sembra una condizione importante) l&#8217;utente scorre la pagina senza problemi. Questa informazione, quasi a prescindere, è sempre stata stato rifiutata: &#8220;l&#8217;utente non usa lo scrolling&#8221;. Questa ricerca dimostra che non è vero.</p>
<p>Un buon esercizio mentale lo possiamo fare con un parallelismo con le SERP di Google: con la <a title="bleanded search" href="http://www.seobook.com/excuse-me-where-did-googles-organic-search-results-go" target="_blank">blended search</a> lo spazio sotto la piega riservato esclusivamente ai risultati del posizionamento organico è diminuito perchè per alcune query entrano nei risultati provenienti dagli altri<a title="servizi" href="http://boagworld.com/marketing/google-changes" target="_blank"> servizi</a> di Google&#8230; anche se non è sempre detto che io voglia utilizzare una mappa o vedere un video, magari prima mi faccio un&#8217;idea di quali sono gli altri risultati, oppure li apro tutti su più tab di Firefox, per poter passare alla seconda pagina di risultati e farmi un&#8217;idea più chiara di quante opportunità ho: Google Local Search aumenterà lo scrolling anche nelle SERP.</p>
<p>Non esiste un buon o cattivo sito esiste un sito che non converte: il sito che non converte è il sito che non soddisfa le esigenze dell&#8217;utente e non ci porta ad ottenere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Quindi &#8230; senza perderci in chiacchiere se è nato prima l&#8217;uovo o la gallina &#8230; interrogandoci se nella progettazione di una pagina web deve prevalere il <a title="Design" href="http://www.webdesignerwall.com/general/seo-guide-for-designers/ " target="_blank">Design</a> o il <a title="Marketing" href="http://www.iqcontent.com/blog/2010/02/usability-before-search-engine-marketing/" target="_blank">Marketing</a> &#8230; preferisco cercare di dare soluzioni: IMHO, è la <strong>User Experience</strong> che mette insieme le due correnti Design Oriented e Marketing Oriented in un unico approcio quello <strong>Customer Oriented</strong>. <img src='http://www.ilariamauric.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ciao<br />
Adriano</p>
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		<title>Uno sguardo oltre l&#8217;interfaccia (parte 1).</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 09:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mauric</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Sono passati circa 10 anni da quando ho progettato la mia prima interfaccia per il web. Ricordo quando, insieme a Spot e Kappa, cercavamo di inventarci un modo per rendere le nostre grafiche originali.
Pensavamo che Flash oppure i frames potessero rendere le cose davvero speciali. Erano i tempi di Praystation, Natzke, Eboy, Tokidoki e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong>Sono passati circa 10 anni da quando ho progettato la mia prima interfaccia per il web. Ricordo quando, insieme a <a title="il blog di Spot" href="http://www.valzania.com/" target="_self">Spot</a> e <a title="il blog di Kappa" href="http://Ffspleiadi.blogspot.com" target="_self">Kappa</a>, cercavamo di inventarci un modo per rendere le nostre grafiche originali.<br />
Pensavamo che Flash oppure i frames potessero rendere le cose davvero speciali. Erano i tempi di Praystation, Natzke, Eboy, Tokidoki e non so quanti altri… Ne discutevamo su DollyDesign, una mailing list di creativi e figure più tecniche… Un giorno Matteo ci inoltra un articolo di Nielsen, il celeberrimo <a href="http://www.useit.com/alertbox/20001029.html" target="_blank">&#8220;Flash: 99% bad&#8221;</a>. Apriti cielo!<br />
<a href="http://www.ilariamauric.it/wp-content/uploads/2010/02/idea1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-629" title="idea" src="http://www.ilariamauric.it/wp-content/uploads/2010/02/idea1.png" alt="" width="480" height="324" /></a> <span id="more-611"></span></p>
<p>Mi piace quando incappo in giornate come quella, perché sono momenti che arrivano inaspettati e ti fanno girare il cervello e cambiare prospettiva. È stato da lì che ho iniziato a capire che un&#8217;interfaccia non doveva essere solo gradevole o emozionante. Non era detto che dovessi provare a stupire qualcuno. Mi era venuto il sospetto che <strong>dietro un&#8217;interfaccia ci dovesse essere di più: un servizio, per esempio. Oppure la risposta a una domanda.</strong></p>
<p>Così, ho iniziato a buttarmi nella lettura di Nielsen, Boscarol, la Postai, Krug&#8230; e, nel giro di qualche mese, la parola &#8220;standard&#8221; ha iniziato ad assumere un significato nuovo e importante nel mio vocabolario professionale.</p>
<p>Un paio di mesi fa, leggo <a title="il tweet incriminato" href="http://twitter.com/extrategy/status/5678384826" target="_blank">questo tweet</a> ed eccolo di nuovo, il momento in cui si accende una lampadina e mi viene voglia di guardare in posti in cui non avevo ancora cercato. Il tweet si riferisce al grande tema della &#8220;piega della pagina&#8221; è sempre stato uno standard di progettazione,  ma seguendo alcune regole di progettazione e tenendo conto dei cambiamenti tecnologici sempre più rapidi, la questione della piega sta diventando un mito. Gli utenti scrollano e <strong>non è detto che l&#8217;attenzione si giochi solo sopra la piega</strong>.<br />
Argomento sufficientemente ampio per farmi molte domande sul prossimo progetto grafico ma poi, grazie a una pausa caffè con <a title="il blog di Adriano" href="http://www.4everyoung.it" target="_self">Adriano</a>, ho scoperto che anche per lui, &#8220;markettaro&#8221; doc, una progettazione sopra e sotto la piega cambia profondamente anche l&#8217;approccio marketing. Mi è venuta voglia di approfondire questi argomenti con lui<a title="Adriano" href="http://www.4everyoung.it" target="_blank"></a>, perché ho il sospetto che grafica e marketing si sfiorino più spesso di quanto non immaginassi. <strong>Una mia scelta grafica ha ripercussioni sull&#8217;esperienza che farà l&#8217;utente, ma anche sulla brand awareness e reputation, sui risultati nei motori di ricerca</strong> (e chi più ne ha più ne metta) e quindi nelle strategie di marketing. Le novità o i cambiamenti degli standard sono fondamentali e andrebbero, come dire&#8230; presi per le corna cercando di capirne non solo l&#8217;aspetto grafico.</p>
<p>Vorrei chiedere a Adriano se può aiutarmi a tracciare un quadro della situazione: <strong>quali valutazioni di marketing fa rispetto a un nuovo progetto web? Come esistono degli standard grafici, esistono anche standard di marketing?</strong> Il suo punto di vista lo pubblicherò nel prossimo post, tra qualche giorno. <img src='http://www.ilariamauric.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 325px; width: 1px; height: 1px;">
<p><em>(fino a qui potrebbe essere un post di introduzione al discorso). Il secondo post potrebbe essere quasi un&#8217;intervista in cui, da una domanda all&#8217;altra, arriviamo a far convergere marketing e grafica, a tracciare un filo comune.) che ne pensi?</em></p>
<p><em>Se può andare, cambio il titolo del primo post e quello che ho tovato ora me lo gioco come titolo per il secondo, in cui &#8220;ti intervisto&#8221;. E in più inizio  mettere a duoco le domande ce vorrei farti&#8230; a meno che  non ti venga in mente un approccio migliore.</em><br />
&#8212;-</p>
<p>(prime domande del secondo post&#8230;)<br />
Vorrei chiedere a Adriano se può aiutarmi a tracciare un quadro della situazione: quali valutazioni di marketing fai rispetto a un nuovo progetto web? Come esistono degli standard grafici, esistono anche standard di marketing?</p>
</div>
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		<item>
		<title>La mia riflessione sulla seconda bozza per gli IWA Italy Skill Profiles.</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 07:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mauric</dc:creator>
				<category><![CDATA[ux design]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[IWA]]></category>
		<category><![CDATA[skill profiles]]></category>

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		<description><![CDATA[Circa un mese fa su LinkedIn, il Gruppo IWA Italy Web Skills Profiles ha segnalato la pubblicazione della seconda bozza sui profili professionali del web.
Questo documento nasce da una discussione avviata ormai da molti mesi. Dopo la sua pubblicazione, ho letto i vari documenti ed espresso alcune perplessità che ho condiviso con Pasquale Popolizio. Pasquale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Circa un mese fa su LinkedIn, il Gruppo IWA Italy Web Skills Profiles ha segnalato la pubblicazione della <a title="La seconda bozza degli Skill Profiles" href="http://www.skillprofiles.eu/profili-professionali-web/" target="_self">seconda bozza sui profili professionali del web</a>.<br />
Questo documento nasce da una discussione avviata ormai da molti mesi. Dopo la sua pubblicazione, <strong>ho letto i vari documenti ed espresso alcune perplessità che ho condiviso con</strong> <a title="guarda il suo profilo su LinkedIn" href="http://it.linkedin.com/in/pasqualepopolizio" target="_self">Pasquale Popolizio</a>. Pasquale si è offerto, in breve tempo, di iscrivermi al gruppo di discussione. Ho molto apprezzato l&#8217;atteggiamento di apertura e la volontà di confronto del gruppo IWA, incaricato di portare a termine un compito che non dev&#8217;essere affatto semplice.<br />
Gli strumenti a disposizione per discutere con il Gruppo non mi sono del tutto familiari, perciò ho deciso di esprimere qui le mie impressioni sulla nuova bozza e di segnalare in breve la mia principale perplessità. In questi giorni, proverò a discutere nella mailing list del Gruppo il punto su cui sono dubbiosa.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-394" title="quelli che restano di là" src="http://www.ilariamauric.it/wp-content/uploads/2009/11/091118_post_skill1.jpg" alt="quelli che restano di là" width="480" height="270" /><em>(questa volta il disegno è mio, e si vede <img src='http://www.ilariamauric.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> )</em></p>
<p><span id="more-369"></span>Una parte del lavoro che svolgo prevede che mi occupi del design di un sito web. Per farlo, conosco i principi tecnici generali che tengono in piedi una pagina web, in più aggiungo la professionalità che ho nel campo della grafica e della comunicazione, in modo che <strong>ogni sito risulti unico, fatto su misura e che, in una parola, comunichi.</strong> Il mio collega <a title="Ale su LinkedIn" href="http://it.linkedin.com/in/alessandroviolini" target="_self">Alessandro</a> si occupa di tradurre in html e css le mie pagine, scrivendo un codice estremamente preciso e attento agli standard richiesti. In poche parole, io sono il (o dovrei dire &#8220;la&#8221;? &#8230;mi suona male!) <a title="leggi la definizione su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Interaction_design" target="_self">designer dell&#8217;interfaccia</a> e Alessandro è il <a title="leggi la definizione su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_design" target="_self">web designer</a>. In passato, ho lavorato in questo modo sia per <a title="vai al sito Pleiadi" href="http://www.pleiadi.it" target="_self">Studio Pleiadi</a>, con altri colleghi; che con <a title="guarda il suo profilo su LinkedIn" href="http://it.linkedin.com/in/darkmavis" target="_self">Alessio</a> e <a title="guarda il suo profilo su LinkedIn" href="http://ie.linkedin.com/in/massimilianorosorani" target="_self">Massimiliano</a>. Non ricordo di aver mai avuto problemi di comprensione o di lavoro con questi professionisti, anzi: il mio approccio più creativo, meno infuenzato dai presunti limiti tecnici, ci ha spesso stimolato a trovare nuove soluzioni e ha permesso a me di avere un quadro sempre più chiaro dei confini entro cui muovermi, grazie alle profonde competenze dei colleghi con cui lavoro (oppure ho lavorato).</p>
<p>Sulla seconda bozza degli Skill Profiles sono andata a leggere il punto in cui avrei dovuto trovare le professionalità mie e quelle dei colleghi che ho citato. Ho scoperto che <strong>un profilo come il mio non è previsto se non in minima parte nella figura dello UX Designer</strong>; Alessandro, Alessio e Massimiliano sono possono riconoscersi in larga misura nel ruolo di Front End Web Developer, anche se ognuno di loro avrà competenze sfumate anche in altri ambiti.<br />
Due chiacchiere con <a title="non devo neanche più presentarlo..." href="http://www.4everyoung.it" target="_self">Adriano</a>, qualche giorno fa in pausa pranzo, mi hanno fatto molto riflettere, come sempre. Il documento che sta producendo IWA individua le professionalità che stanno nascendo ora e che tra qualche anno saranno richieste, perché è così che si sarà trasformato il web. Potrei dire, in poche parole, che lo UX Designer è il mestiere che dovrò arrivare a fare tra qualche anno, se voglio rimanere al passo con i tempi e con le esigenze richieste dagli scenari che si stanno formando, per quanto riguarda la sfera di internet. Da questo punto di vista, la seconda bozza degli IWA è diventata per me molto stimolante e mi sta aiutando a dare <strong>una prospettiva di studi e aggiornamento al mio futuro</strong>.</p>
<p>Il punto su cui ho iniziato a discutere con il Gruppo di lavoro degli Skill Profiles riguarda la <strong>mancanza di una figura professionale che abbia capacità creative e grafiche</strong>. Queste abilità sono richieste allo UX Designer, ma vengono presentate come marginali e entro limiti molto vaghi (web graphics, web design, accessibility design).<br />
Proprio pochi giorni fa è uscito <a title="leggi l'articolo &quot;Un processo. Rendere flessibile il Visual Design.&quot; su UXMagazine" href="http://www.uxmagazine.it/visual-communication-design/processo-rendere-flessibile-il-visual-design/" target="_self">questo articolo su UXmagazine</a>: il processo di cui si parla nell&#8217;articolo è relativo all&#8217;impatto grafico, cioè allo stile comunicativo che si vuole dare a un sito web. L&#8217;esempio analizzato è molto lungo e le figure coinvolte sono quelle del visual e del communication designer (confesso di non avere ben chiaro quante tipologie di designer esistano a oggi e che cosa sia loro richiesto di sapere fare esattamente). Queste figure lavorano insieme per <strong>decidere che faccia avrà un nuovo progetto web</strong>. Secondo me, queste figure creative dovrebbero lavorare insieme agli UX Designer o i Front End Web Developer, che trasfomeranno il design in codice, faranno testi di usabilità ecc. ecc. Se poi esiste una sola figura che sappia fare molto bene sia il creativo che lo UX Designer o il Front End Web Developer, tanto meglio. Anche se raramente un processo creativo per un sito web si sviluppa con ricerche così lunghe, mi sembra che affiancare l&#8217;articolo appena citato alla seconda bozza degli Skill Profiles sia utile a fermarsi a riflettere sul fatto che <strong>il web non è solo tecnologia, righe di codice e programmazione, seo &#8211; serp, webmarketing, social networks&#8230;. ma è anche comunicazione</strong>.</p>
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