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	<title>Ilaria Mauric &#187; grafica</title>
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	<description>art director e designer per interfaccie web</description>
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		<title>I contest creativi online e il valore della conoscenza del cliente.</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 07:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mauric</dc:creator>
				<category><![CDATA[grafica]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa leggevo questo post di Giorgio Soffiato su Marketing Arena e mi è tornata in mente una chiacchierata fatta con il collettivo Qbico. Parlavamo del valore delle idee e di quanto sia difficile, a volte, far capire al cliente che tipo di lavoro ci sia dietro un progetto creativo, comunicativo o grafico. Barbara [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa leggevo <a title="leggilo, l'ho anche commentato" href="http://marketingarena.it/2010/02/01/il-caso-logo-upim-e-la-people-powered-brand-energy/#comment-3989" target="_self">questo post</a> di <a title="aka @Giorgiosoff" href="http://twitter.com/Giorgiosoff" target="_self">Giorgio Soffiato</a> su Marketing Arena e mi è tornata in mente una chiacchierata fatta con il collettivo <a title="vai al loro pagina &quot;coming soon&quot;" href="http://www.qbico.it" target="_self">Qbico</a>. Parlavamo del valore delle idee e di quanto sia difficile, a volte, far capire al cliente che tipo di lavoro ci sia dietro un progetto creativo, comunicativo o grafico. <a title="il suo sito" href="http://www.barbarabonci.it/" target="_self">Barbara (Bonci)</a> mi diceva che anche per lei la progettazione di un logo può richiedere pochi minuti o diversi giorni, di conseguenza non si può sempre quantificare un lavoro in base al tempo che si impiega per farlo, perché i progetti di tipo creativo vanno valutati appunto in base all&#8217;idea. Stefano Gennarelli mi ha ricordato poi dell&#8217;esistenza di contest online, come <a title="prova a leggere qualche contest su BootB" href="http://www.bootb.com/" target="_self">BootB</a> o <a title="...oppure leggi quelli di Zooppa" href="http://www.zooppa.com/" target="_self">Zooppa</a>, che ho provato a seguire per qualche tempo. Mi ha invitato a dare un&#8217;occhiata ai clienti che commissionano un lavoro e il prezzo offerto.<br />
Dopo aver parlato con i &#8220;Qbici&#8221;, ho riflettutto un po&#8217; su questi contest e il mio modo di lavorare.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-595" title="lavorare in silenzio, come un pesce" src="http://www.ilariamauric.it/wp-content/uploads/2010/02/in_silenzio_come_un_pesce.png" alt="lavorare in silenzio, come un pesce" width="480" height="324" /></p>
<p><span id="more-587"></span>Avevo già notato che, in queste gare online, i clienti sono molto spesso davvero importanti e che le gare proposte possono variare per difficoltà &#8211; di conseguenza anche il premio varia da qualche centinaio di euro a diverse migliaia. Devo dire che per un periodo ho provato a seguire e valutare se partecipare o meno a qualche concorso, ma non l&#8217;ho mai fatto per un &#8220;problema&#8221; di approccio al lavoro e al cliente che mi crea una specie di <em>tabula rasa </em>davanti ai brief proposti da Zooppa e BootB (non so quanti altre communities del genere esistano). Di Zooppa trovo interessante il payoff <strong>&#8220;People-powered brand energy&#8221;</strong>: è ben studiato e mette in luce <strong>il suo aspetto sperimentale, molto 2.0</strong>. L&#8217;headline che leggo in homepage chiarisce meglio i suoi scopi <strong>&#8220;Fai pubblicità per i marchi, guadagna soldi e visibilità, migliora il tuo portfolio creativo&#8221;</strong> e a mio parere dice tutto. &#8220;Fai pubblicità per i marchi&#8221; mi ricorda l&#8217;espressione &#8220;Fammi un sito&#8221;, mentre il resto mi sembra tutto molto semplice: <strong>guadagna soldi e aggiungi un marchio (magari molto importante) al tuo  portfolio</strong>. BootB non cambia musica: <strong>un brand deve &#8220;pubblicare il tuo brief creativo, ricevere un mare di idee&#8221;</strong> (leggo che in media <strong>arrivano 181 proposte</strong>) e <strong>&#8220;comprare la migliore!&#8221;</strong>; <strong>un creativo deve &#8220;decidere quale sfida creativa raccogliere, pubblicare la sua proposta e incassare la ricompensa!&#8221;</strong> E infatti BootB si presenta con un <strong>&#8220;Creative Engine&#8221;</strong>, una macchina creativa.</p>
<p>Ho letto diverse volte i brief di queste gare online e <strong>la prima cosa che mi balena in testa è la parola &#8220;riunione&#8221;</strong>. Penso a quanto tempo investiamo in riunioni con il cliente, a <strong>parlare</strong>, <strong>conoscerlo</strong>, <strong>conoscere le persone che lavorano per quell&#8217;azienda, i valori, la filosofia, il prodotto e i processo produttivo, la vision, la mission, gli obiettivi, le difficoltà… </strong>Per non dire di quante cose escono durante quelle ore: <strong>prospettive diverse, spunti, riflessioni.. o anche solo un&#8217;esperienza umana</strong> utile a lavorare meglio (e sì, a volte esce tanta &#8220;fuffa&#8221;, ma ne vale la pena). Anche se poi a progettare un marchio o una pagina pubblicitaria potrò metterci qualche minuto o diversi giorni, e magari avrò davanti un brief simile a quelli che leggo su Zooppa o BootB, saprò di <strong>aver lavorato con vera cognizione di causa</strong>, conoscendo il cliente. A me è così che piace lavorare.<br />
<strong>Se partecipassi a una gara online, mi sentirei di lavorare con il prosciutto sugli occhi, in modo molto epidermico</strong>… Per carità, alla fine una buona idea è una buona idea, potrà piacere o no, ma sono del parere che in questi casi <strong>l&#8217;elemento &#8220;fortuna&#8221; giochi un ruolo troppo importante</strong>. E trovo che per un&#8217;azienda sia piuttosto facile e conveniente avere 181 proposte creative a fronte di una spesa di poche centinaia di euro. Ma <strong>le strategie di marketing e di comunicazione dove sono in tutto questo?</strong> A me sembra che questi contest siano molto spesso delle scorciatoie per pagare di meno un lavoro e non perdere tempo in riunioni che possono sembrare inutili. In cambio, si dà al vincitore qualche spicciolo e gli si permette di usare un marchio importante nel suo portfolio. <strong>Sembrerebbe che per tutti il gioco valga la candela</strong>, ma a me sembra che <strong>valga per lo più per le aziende senza strategia e per grafici emergenti</strong> che hanno bisogno di crearsi un portfolio solido (almeno in apparenza).<br />
Non so quanti altri post simili a questo esistano online, non credo di essere l&#8217;unica ad avere delle perplessità su queste gare. Io spero di continuare a fare il mio lavoro in modo diverso. Vorrei continuare ad ascoltare e conoscere il cliente, senza cercare delle scorciatoie. Oddio, magari un giorno troverò un brief così allettante che tenterò la sorte (la sorte, appunto), ma in generale non mi sembra un buon approccio&#8230;. Mi auguro che Zooppa e BootB e tutti gli altri trovino un modo per<strong> includere il valore della conoscenza nelle loro gare e di farlo percepire ai loro committenti</strong>.</p>
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		<title>Il mio blog come una lavagna.</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 17:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mauric</dc:creator>
				<category><![CDATA[grafica]]></category>
		<category><![CDATA[design delle interfacce]]></category>
		<category><![CDATA[gridsystem]]></category>
		<category><![CDATA[griglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao mondo! Con un po&#8217; di emozione sulla punta delle dita, vorrei usare questo primo post per spiegare perché ho scelto questa grafica.
Su una lavagna ci si può scrivere, riscrivere, pastrocchiare e di nuovo cancellare e ripartire. È una pietra elegante e utile. Per di più, viene estratta in abbondanza nell&#8217;entroterra ligure, vicino alla città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao mondo! Con un po&#8217; di emozione sulla punta delle dita, vorrei usare questo primo post per spiegare perché ho scelto questa grafica.</p>
<p>Su una lavagna ci si può scrivere, riscrivere, pastrocchiare e di nuovo cancellare e ripartire. È una pietra elegante e utile. Per di più, viene estratta in abbondanza nell&#8217;entroterra ligure, vicino alla città in cui sono nata. La lavagna del mio blog rappresenta lo spirito con cui cerco di affrontare le sfide e l&#8217;aggiornamento continuo, che stanno alla base della <a title="leggi il mio profilo professionale su LinkedIn" href="      http://www.linkedin.com/in/ilariamauric" target="_self">mia professione</a>: un approccio da &#8220;eternal beta&#8221;, in continua evoluzione e ricerca, stando pronti a rimettersi in discussione e ri-imparare di nuovo.<br />
L&#8217;idea è nata mentre cercavo lo stile grafico giusto, disegnando su fogli di carta, su blocchetti sparsi e distrutti in borsa, facendo e disfacendo in photoshop e illustrator&#8230; Alla fine, tra tutte queste prove, mi sono accorta che la variante comune era proprio la <strong>cancellatura</strong>, il <strong>ripensamento</strong>, la <strong>revisione</strong>. E così ho tenuto per buona proprio questa strada.</p>
<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-226" title="ilariamauric_nogrid" src="http://www.ilariamauric.it/wp-content/uploads/2009/09/ilariamauric_nogrid.jpg" alt="ilariamauric_nogrid" width="480" height="360" />Questa è una delle prime versioni del mio blog, senza griglia né ritmo.</em></p>
<p><span id="more-1"></span><img title="Continua..." src="http://www.ilariamauric.it/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" />Ma&#8230; c&#8217;è un ma&#8230; ogni progetto grafico dovrebbe avere una  struttura di impaginazione che, sì, alla fine si può anche &#8220;rompere&#8221;, infrangendo la regola. Così ho provato a fare con il mio blog, dietro al quale si nasconde un solido schema basato sul <strong>grid system</strong>. Mentre lavoravo, ho iniziato a capire come dev&#8217;essere usato questo sistema dal punto di vista grafico. <a title="guarda il profilo professionale di Ale su LinkedIn" href="http://www.linkedin.com/in/alessandroviolini" target="_self">Alessandro Violini</a>, con la consueta curiosità, pazienza e professionalità, si è buttato a testa bassa sullo studio del CSS che mi serviva, districandosi tra griglie e ritmi. Così, dopo esserci fatti le ossa sul <a title="leggi il post di Ale a riguardo, sul sito di e-xtrategy" href="http://www.e-xtrategy.net/2009/07/14/layout-ordinati-questione-di-griglie-e-ritmo/" target="_self">sito della compagnia teatrale di Diego</a> (layout a 12 colonne), su questo blog abbiamo ulteriormente approfondito come tradurre dalla grafica ai CSS un schema grafico per il web basato sulle griglie (qui uso uno schema a 16 colonne, complicato da vari sfondi che hanno fatto impazzire Ale&#8230;). Ora usiamo questo metodo su diversi lavori, non solo per quelli come questo progetto (realizzato la sera e nei weekend). Adesso abbiamo entrambi le idee più chiare, anche se ci sono alcuni aspetti che restano ancora da valutare&#8230; ci tornerò su prossimamente. Per ora, grazie Ale, come sempre!</p>
<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-227" title="ilariamauric_gridON" src="http://www.ilariamauric.it/wp-content/uploads/2009/09/ilariamauric_gridON.jpg" alt="ilariamauric_gridON" width="480" height="360" />Questo è la griglia che si nasconde dietro questo blog.</em></p>
<p>Per chi non conosce il grid system, consiglio un solo link da cui partire: <a title="vai a Grid System" href="http://thegridsystem.org" target="_self">il sito web The Grid System</a>. L&#8217;ho scoperto tra le pagine di <a title="vai al sito di Creative Review" href="http://creativereview.co.uk/">Creative Review</a>, ottima rivista inglese a cui siamo abbonati in ufficio. Grid System è interessante perché offre risorse e file utili <strong>non solo per il web</strong> ma anche per la stampa. Ci sono anche molti consigli di lettura, basta cavarsela un po&#8217; con l&#8217;inglese.</p>
<p>Dietro questo blog c&#8217;è anche il lavoro di <a title="guarda il profilo professionale di Lorenzo" href="http://www.linkedin.com/in/lorenzomassacci" target="_self">Lorenzo Massacci</a>, che mi ha installato Wordpress, collegato il codice di Ale a WP, personalizzato widget, fatto funzionare il portfolio e le varie gallerie di immagini (più varie ed eventuali che non saprei neanche enumerare). Anche lui, la sera da casa, dopo il lavoro&#8230; Grazie Lorenzo (aka <a title="segui Lorenzo su Twitter" href="http://twitter.com/mule77" target="_self">@mule77</a>)! Grazie a <a title="vai al sito web di e-xtrategy" href="http://www.e-xtrategy.net/2009/07/14/layout-ordinati-questione-di-griglie-e-ritmo/" target="_self">e-xtrategy</a>, per il dominio e l&#8217;hosting (e le altre ragioni che spiego nella pagina <a title="qualche parola per presentarmi" href="http://www.ilariamauric.it/chi-sono/" target="_self">Chi sono</a>); ad <a title="vai al sito di 4everyoung" href="http://www.4everyoung.it" target="_self">Adriano</a> (aka <a title="segui Adriano su Twitter" href="http://www.twitter.com/4everyoung" target="_self">@4everyoung</a>) e <a title="vai al blog di Michele" href="http://www.micheleluconi.it" target="_self">Michele</a> (aka <a title="segui michele su Twitter" href="http://www.twitter.com/micheleluconi" target="_self">@micheleluconi</a>) per i moltissimi consigli, tra un caffé e una pausa pranzo. Che dire poi di <a href="http://www.barabucha.com" target="_self">Lorenzo Garbuglia</a>? I suoi consigli professionali sono estremamente stimolanti ed è una fortuna poter chiedere la sua collaborazione quando mi passa per le mani un progetto da sviluppare con il 3D<br />
Se penso a tutti quelli che dovrei ringraziare, questo post non finisce più&#8230;. Comunque, grazie a tutti quelli che mi stanno aiutando in quest&#8217;impresa e nel mio lavoro!</p>
<p>Due cose:</p>
<ul>
<li>su mia richiesta, questo blog ha una grafica ridotta e semplificata per Explorer 6, perché è un browser troppo vecchio e pieno di difetti per meritarsi il prezioso tempo di Ale, tempo che gli ho già rubato più volte in passato. Quindi chi usa Explorer non vedrà alcuni piccoli dettagli grafici, che Ale sarebbe perfettamente in grado di realizzare;</li>
<li>questo blog è un po&#8217; un work in progress. Manca ancora la sezione portfolio, che aggiungeremo nelle prossime settimane, ma di là di questo, proverò a usarlo per sperimentare un po&#8217;. Ho già qualche richiesta nuova in cantiere, quando Ale e Lorenzo avranno di nuovo tempo e voglia, proveremo a giocarci ancora un po&#8217;.</li>
</ul>
<p>Su <a title="leggi perché ho aperto questo blog" href="http://www.ilariamauric.it/perche-ho-aperto-questo-blog/" target="_self">questa pagina</a> ho spiegato perché ho voluto essere online anch&#8217;io e su quali contenuti vorrei concentrarmi. Dato che il primo post, con il tempo, passerà in secondo piano, ho voluto specificarlo bene in questa pagina dedicata.</p>
<p>Benvenuti! <img src='http://www.ilariamauric.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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