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23 luglio 2010

La mia impressione su Foursquare


Sabato 17 luglio c’è stata la Prima conferenza dei Sindaci di Foursquare. Ne hanno già parlato in molti, sui blog o via Twitter.
Mi unisco anch’io al coro di lodi per gli organizzatori: nonostante il caldo afoso e il sabato pomeriggio, è stato un piacere essere presenti. La location scelta era perfetta, abbiamo avuto un’accoglienza eccellente, pause caffè e catering finali deliziosi, c’erano wifi e aria condizionata. Il ristretto numero di persone ha permesso anche un bello scambio di idee, senza troppo caos o dispersione. Abbiamo avuto anche Paolo Cevoli come gradito ospite a sopresa e, in chiusura di giornata, siamo anche riusciti a rivolgere diverse domande via Skype a Dennis Crowley, CEO di Foursquare.

Due interventi su tutti.

Se avessi scritto questo post subito dopo la conferenza, probabilmente mi sarei sforzata di tirare fuori gli aspetti interessanti e positivi di questa applicazione (o dovrei dire “piattaforma”). Ma ho preferito lasciar passare qualche giorno per assorbire l’entusiasmo e rifarmi un’idea meno condizionata.

Contestualmente all’evento e agli aspetti generali di Foursquare, segnalo due interventi su tutti: quello di Gianluca Diegoli e quello di Stefano Mizzella. In poche parole: i contro e i pro. È su quello che ho letto in queste slide che vedo i difetti e le opportunità di FourSquare. Non saprei aggiungere altro, ve ne consiglio la lettura.

Cosa ne penso io.

Uso Foursquare da qualche settimana. Dopo la prima sensazione di divertimento e novità, ci sono due cose in particolare che hanno iniziato a non piacermi:

  • il check-in è fastidioso come un dito in un occhio. E ovviamente non è una cosa da poco. Il check-in è la conditio-sine-qua-non… ed è una condizione che mi sta antipatica. Trovo che vada bene per chi abbia voglia di giocare e questo non è il genere di giochi che mi piacciono. Nel mio caso, ho notato che fare il check-in mi aliena dalla compagnia con cui sto, provocando (una giusta) irritazione negli altri e un senso di idiozia da parte mia. Sono d’accordo con Michele che conoscere i posti frequentati dal mio network contribuisce a consolidare la fiducia che ho nelle persone, ma questo per me vale quando si parla di lavoro. Nella vita privata, ho molti altri servizi che posso usare in alternativa, meno invadenti di questo.
  • vorrei che il servizio venisse da me. Dato che non ho voglia di giocherellare al check-in, vorrei che il servizio funzionasse in qualche modo anche senza dover premere il dannato bottone. Quando il satellite mi trova, posso comunque ricevere informazioni geolocalizzate… ma di certo per questo ci sono già innumerevoli applicazioni. E ci sarebbe un altro tipo di problema di privacy, immagino. Probabilmente questo è un limite per me, che passo molte ore davanti al Mac o allo smartphone per lavoro… e quindi non ho certo voglia di rimettermici anche quando vado a mangiarmi una pizza con gli amici.

Questi sono i miei due cents ed è per questo che forse Foursquare non fa per me. Per ora continuerò a usarlo in situazioni lavorative, ma credo proprio che rinuncerò a tutti gli altri aspetti che riguardano la vita privata.

Categorie:  eventi
3 Commenti
  • secondo me, la verità, è che non ti piace foursquare da quando #iphone #fail :)

    ci vediamo al prossimo check-in!

    mike.

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