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15 maggio 2010

Il nuovo Panorama: primi approcci oltre la carta.


Ieri è uscito il primo numero del nuovo Panorama. Oltre ai vari cambiamenti editoriali, la rivista sta proponendo un paio di interessanti novità multimediali, che prevedono l’uso di smartphones e webcam.
Ho preso e “provato” il primo numero e, curiosamente, non c’è nessuna segnalazione in copertina… francamente non riesco a capire il perché. L’unico motivo che mi viene in mente è che le due novità tecnologiche sono forse in fase sperimentale e quindi la rivista non si sente di “spingerle” finché non è riuscita a misurarne l’efficacia. Comunque sia, sfoglio il periodico fino a pagina 23 (editoriale del Direttore) e qui trovo una delle due icone che da ora in avanti dissemineranno molti degli articoli.



L’icona mi invita a leggere le istruzioni per l’uso a pagina… 348! O_o
Leggo tutto ed è molto ben spiegato. Non ho alcuna difficoltà a installare l’applicazione per smartphone o a capire come dovrò estrapolare gli articoli “aumentati”. E quindi inizio proprio dall’editoriale: avvio i-Nigma (applicazione gratuita) inquadro l’icona in fondo all’articolo e l’applicazione mi apre automaticamente il browser alla versione online dell’articolo (presumo sia il blog del Direttore). Così posso leggere i commenti e aggiungere il mio.

Alcuni articoli non rimandano a un blog ma a un contenuto video, per esempio un’intervista utile ad approfondire il tema trattato.

La realtà aumentata è presente perlopiù nelle pubblicità: andando sul sito indicato dai vari inserzionisti e inquadrando il target con la webcam, compaiono contenuti aumentati, come video o giochini interattivi.

Le mie prime impressioni sono buone per quanto riguarda il quick response (QR), cioè i contenuti extra disponibili via smartphones (quelli che riconosco usando appunto i-Nigma con il mio iPhone). Possono essere utili approfondimenti o possono farmi interagire con un articolo, cosa finora impossibile su carta.

Rimango invece del tutto delusa (una volta di più) dalla realtà aumentata: usata così, a mio parere, non serve assolutamente a nulla. Chi può voler spendere il suo tempo per vedere una pubblicità in più? Che cosa mi offre di preciso? Niente se non altra pubblicità. Credo che ci siano già da ora spazi molto più utili per la AR… è giusto tentare, anche con le pubblicità, ma non è qui (di certo non con questo tipo di pubblicità) che la AR troverà sbocchi davvero utili.

La domanda più importante è: chi utilizzerà questi contenuti extra? Da un lato, trovo sicuramente interessante e opportuno fare tentativi in questa direzione; ma al di là dell’aspetto divertente e tecnologico, la mia perplessità sta nel fatto che a oggi la lettura/scrittura su smartphone rimane piuttosto ostica. Forse saranno proprio dispositivi come iPad e Tablet a sdoganare definitivamente i limiti della carta stampata. Tornando all’osservazione iniziale (come mai queste novità tecnologiche non siano state segnalate con maggiore rilievo), mi viene da pensare che questi approcci con smartphone e webcam non siano altro che una palestra, in modo da arrivare molto preparati non appena i vari tablet saranno maggiormente diffusi. Oggi, il giro che devo fare per accedere a un contenuto extra mi spinge a dire che questo contenuto dovrà essere davvero molto, ma molto interessante al punto che “sopporto” di leggerlo su uno schermo piccolo. Ma attenzione, può bastare un solo extra deludente per tradire sul nascere le aspettative del lettore e perderlo da sempre, fin da subito.

Ad ogni modo, si conferma ancora un volta la tendenza e la necessità di aprire i contenuti alla conversazione, soprattutto quelli di tipo informativo e giornalistico. La tecnologia QR utilizzata da Panorama mi sembra, in questo senso, sicuramente apprezzabile e (oserei dire) pioniera, almeno per quanto riguarda il giornalismo mainstream.

3 Commenti
  • Sono d’accordissimo con quello che scrivi. Panorama, così come parecchi altri giornali (mi vengono in mente l’Espresso, Italia Oggi….) usa già da mesi il QR, perchè è una moda molto forte negli ambienti editoriali.
    Nonostante ciò, ho riscontrato poca familiarità e scarso interesse verso questa tecnologia, non solo da parte del lettore medio, ma anche dei giornalisti stessi: a una nota fiera milanese del mese scorso, per dirne una, una percentuale irrilevante di giornalisti ha utilizzato il QR per scaricare materiale e la stragrande maggioranza non aveva la minima idea di che cosa fosse.
    Mi chiedo se le cose siano diverse all’estero. So, comunque, che la tecnologia QR è stata già abbondantemente sperimentata fuori dall’Italia, diversi anni fa, con poco successo. Ma forse i tempi (e gli smart phone) non erano maturi.

  • Ciao Mauro, grazie per il commento… :) Ieri mattina, da un commento su Facebook e due chiacchiere con gli amici, ho scoperto che la tecnologia QR viene usata già da tempo in vari periodici e anche nei quotidiani… alla faccia di quanto scrivevo su Panorama “pioniere”! :P Ho qui con me Repubblica, Corriere e Unità e tra poco gli darò un’occhiata. Aldilà della scarsa conoscenza (e forse interesse) per il mezzo, trovo giusto che i piani alti dei vari quotidiani inizino a fare il tentativo di ragionare oltre la carta… Sabato Repubblica ha lanciato l’applicazione per iPad (gratuita… uhm), per esempio. Insomma, è tutto da vedere ma la strada è giusta e sicuramente molto complessa.
    Su Facebook, ho ricevuto un’osservazione interessante: un altro annoso problema sarà la disponibilità di reti wifi pubbliche, che consentano l’accesso a internet da smartphones. In effetti, a maggior ragione, non si capisce chi oggi può accedere e usare in modo utile questi sistemi.
    E ieri riflettevo tra me e me su un’ultima cosa che non ho scritto nel post: la qualità della conversazione… Ci vorrebbe un post solo per questo! Chi me lo fa fare di lasciare un commento a un articolo di Ferrara, in cui magari dico che non sono d’accordo con la sua opinione? Lasciare un commento su questi giornali (direi su un qualunque giornale italiano: questa critica è bipartisan) è come entrare in una curva di una tifoseria. Non ha alcun senso… Quindi, mi chiedo, che senso ha far finta di aprirsi alla conversazione?

  • Beh in effetti lasciare un commento sui grandi giornali o i grandi blog non ha molto senso se lo scrittore del post non segue attentamente i vari commenti e non risponde e dunque non si confronta con i lettori: i giornali dovrebbero aprirsi a questo in modo tale che un articolo non rimanga una cosa statica, un articolo di giornale vecchio stile, ma possa aprirsi alla novità del web che lascia ampio spazio al lettore per dire la sua…

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