Ilaria Mauric - art director - interface designer


Uno sguardo oltre l’interfaccia (parte 1).

01 marzo 2010


categoria: uxdesign, uidesign
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COMMENTI

  1. sharon sala scrive:

    Tema molto interessante. Quando progetto una grafica per il web cerco sempre di tenere conto l’aspetto funzionale del sito, la navigabilità perciò fare in modo che l’utente riesca sempre a raggiungere l’informazione in maniera semplice e intuitiva… e infine cerco sempre di posizionare le informazioni più rilevanti nella piega sopra e a scendere quelle meno importanti. Ultimamente per i siti dinamici imposto una soluzione grafica con dei box comunicativi diversi, poi il cliente da area amministrativa potrà decidere come spostare, in alto e in basso, a seconda di cosa vuole spingere di più in quel momento. In questo modo si riesce anche a soddisfare le esigenze di marketing.

  2. Andrea scrive:

    Non dico niente di nuovo quando scrivo che sono diversi anni che “la piega” o “fold” è molto critcata. Uno dei motivi è che non si capisce bene a che altezza stia questa benedetta piega. Mancava forse la prova del nove, che è puntualmente arrivata.

    Non so in che manualetto alcuni clienti leggano che gli utenti non scrollino ma le cose da quando il web è nato sono cambiate molto: gli utenti hanno imparato ad usare il mezzo, i monitor hanno aumentato la loro risoluzione e siti come Facebook e MySpace hanno svezzato una generazione di “scrollatori”.

    Studiare una pagina web per sfruttare la piega è presentare il prodott/servizio/call-to-action sopra o sotto di questa è sicuramente interessante e viene fatto regolarmente.

    RIcordiamoci che c’è vita sotto i 600px!
    http://iampaddy.com/lifebelow600/

  3. Ilaria Mauric scrive:

    che bello il link che hai postato Andea! :) una pagina pensata come quella che vedo nel tuo esempio dimostra quanto studio c’è stato per fare in modo che l’utente scrolli ancora e trovi ancora interessante il contenuto, nonostante la sua posizione “bassa”. Anch’io progetto e progettavo come Sharon, ma ultimamente mi sto interrogando su quanto possa essere davvero opportuno proseguire così, o mettere qualche paletto molto ben ragionato. Nell’esempio che cita Andrea (e mi viee in mente anche il sito Apple…), più che una priorità di contenuti (priorità che può essere rimescolata) vedo una comunicazione degli stessi – quasi una storia che mi porta a girare la rotellina… e se gli amministratori del sito sono sempre liberi di spostare i contenuti a piacimento, la storia si perde. Non voglio dire che dobbiamo limitare la libertà di amministrare il sito, anzi: ma forse è il caso di vedere una pagina non come un insieme di pezzetti slegati da loro. Forse dovremmo vederla più come un puzzle e cercare di costruire dei percorsi che in futuro potranno essere rifatti ex-novo dagli amministratori ( = presumibilmente i nostri clienti). Se questo può essere un nuovo approccio visuale, anche il marketing cambia, perché cambia la posizione dei punti chiave della pagina.
    E sì, laltra cosa difficile è far capire tutto questo al Cliente, che vorrebbe tutto in alto, tutto importante, tuto allo stesso livello.

  4. Andrea scrive:

    Ilaria, nel tuo ultimo commento hai messo moltissima carne al fuoco. In poche righe sei riuscita a citare alcuni degli argomenti più dibattuti nella comunità dei web designer degli ultimi anni: dallo “storytelling” al fatto che non bisogna pensare di disegnare pagine *template* ma lavorare *sui contenuti* di quelle pagine.

    Mi rendo conto che in certi contesti una home page fluida e facilmente modificabile dal cliente sia molto desiderabile, ma non la proporrei mai come prima soluzione.

    Chiudo passandoti una presentazione di Khoi VInh che riguarda alcuni argomenti da te citati:

    http://www.slideshare.net/khoiv/control-annotated