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	<title>Commenti a: I contest creativi online e il valore della conoscenza del cliente.</title>
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	<description>art director e designer per interfaccie web</description>
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		<title>Di: Alessandro Tessuti</title>
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		<dc:creator>Alessandro Tessuti</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 21:06:47 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Ilaria,
innanzitutto complimenti per il blog.

Sicuramente il crowdsourcing nel mondo della creatività sta portando con sè vari argomenti di discussione. Sui forum stranieri si parla di spec-works, citando i poveri designers costretti a lavorare nella speranza vana di vincere un contest. Altrove si parla di fake contest creati esclusivamente a scopi pubblicitari, con il costante dubbio che il premio venga consegnato veramente...

Il mio parere è che tutto sta nel riconoscere i contest creativi giusti e i progetti seri. Superate queste prime ombre, il crowdsourcing può essere sicuramente un ottimo mezzo per esplorare nuove vie di comunicazione e rendere la creatività finalmente democratica. Mi piace l&#039;idea che anche uno studente di talento possa competere con un senior designer. 

Alex
IamaSource.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Ilaria,<br />
innanzitutto complimenti per il blog.</p>
<p>Sicuramente il crowdsourcing nel mondo della creatività sta portando con sè vari argomenti di discussione. Sui forum stranieri si parla di spec-works, citando i poveri designers costretti a lavorare nella speranza vana di vincere un contest. Altrove si parla di fake contest creati esclusivamente a scopi pubblicitari, con il costante dubbio che il premio venga consegnato veramente&#8230;</p>
<p>Il mio parere è che tutto sta nel riconoscere i contest creativi giusti e i progetti seri. Superate queste prime ombre, il crowdsourcing può essere sicuramente un ottimo mezzo per esplorare nuove vie di comunicazione e rendere la creatività finalmente democratica. Mi piace l&#8217;idea che anche uno studente di talento possa competere con un senior designer. </p>
<p>Alex<br />
IamaSource.com</p>
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		<title>Di: Giorgio Maresca</title>
		<link>http://www.ilariamauric.it/2010/02/04/i-contest-creativi-online-e-il-valore-della-conoscenza-del-cliente/comment-page-1/#comment-124</link>
		<dc:creator>Giorgio Maresca</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 11:29:46 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Ilaria, 
mi permetto di intervenire sul tema e dare un mio modesto commento.
Da parte mia (pubblicitario con ormai venti primavere di esperienza) credo  che di fondo i contest online siano un modo innovativo per le aziende di unire l&#039;utile (far parlare e creare attenzione sulla marca) al dilettevole (generazione di spunti e nuove idee), con poca spesa, poco sforzo e generando una grande visibilità di tipo &quot;virale&quot; (amici e colleghi che si scambiano l&#039;informazione di un contest, persone che ne discutono, come stiamo facendo noi...).
Va tutto bene, dopodichè dal mio punto di vista, sono un convinto sostenitore del valore della relazione tra agenzia e cliente, in termini di offerta del servizio migliore e di maggiore efficacica dei progetti sviluppati.

Quanto poi  sia davvero utie ricevere 180 proposte, di un logo o di una proposta creativa io non ne sono affatto convinto.
A parte il tempo che si perderebbe solo per fare una prima scrematura della spazzatura, alla fine non si ha più nemmeno la concentrazione giusta per valutare una tale quantità di idee.

Infine so per certo, parlando con aziende che utilizzano i contest online che al più vengono presi in considerazione alcuni spunti, ma poi il lavoro si finalizza con le proprie strutture di riferimento. Quanto detto magari non varrà nella totalità dei casi, ma la cosa mi sembra plausibile.

Insomma non è tutto oro ciò che luccica...

Ciao.


Giorgio Maresca
C.E.O. Blue Communication Consulting.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Ilaria,<br />
mi permetto di intervenire sul tema e dare un mio modesto commento.<br />
Da parte mia (pubblicitario con ormai venti primavere di esperienza) credo  che di fondo i contest online siano un modo innovativo per le aziende di unire l&#8217;utile (far parlare e creare attenzione sulla marca) al dilettevole (generazione di spunti e nuove idee), con poca spesa, poco sforzo e generando una grande visibilità di tipo &#8220;virale&#8221; (amici e colleghi che si scambiano l&#8217;informazione di un contest, persone che ne discutono, come stiamo facendo noi&#8230;).<br />
Va tutto bene, dopodichè dal mio punto di vista, sono un convinto sostenitore del valore della relazione tra agenzia e cliente, in termini di offerta del servizio migliore e di maggiore efficacica dei progetti sviluppati.</p>
<p>Quanto poi  sia davvero utie ricevere 180 proposte, di un logo o di una proposta creativa io non ne sono affatto convinto.<br />
A parte il tempo che si perderebbe solo per fare una prima scrematura della spazzatura, alla fine non si ha più nemmeno la concentrazione giusta per valutare una tale quantità di idee.</p>
<p>Infine so per certo, parlando con aziende che utilizzano i contest online che al più vengono presi in considerazione alcuni spunti, ma poi il lavoro si finalizza con le proprie strutture di riferimento. Quanto detto magari non varrà nella totalità dei casi, ma la cosa mi sembra plausibile.</p>
<p>Insomma non è tutto oro ciò che luccica&#8230;</p>
<p>Ciao.</p>
<p>Giorgio Maresca<br />
C.E.O. Blue Communication Consulting.</p>
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	<item>
		<title>Di: Ilaria Mauric</title>
		<link>http://www.ilariamauric.it/2010/02/04/i-contest-creativi-online-e-il-valore-della-conoscenza-del-cliente/comment-page-1/#comment-84</link>
		<dc:creator>Ilaria Mauric</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 23:09:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilariamauric.it/?p=587#comment-84</guid>
		<description>Ciao Gianluigi, grazie per il tuo commento. Hai messo in luce l&#039;altro lato della medaglia: l&#039;aspetto innovativo di Zooppa e BootB è sicuramente notevole. Come ogni approccio nuovo, merita attenzione e va affrontato come dici, senza orticelli o torri d&#039;avorio. D&#039;altra parte, occorre valutare benefici e rischi. I benefici ci sono, questo è fuori dubbio; e ci sono pure rischi, come quelli che ho segnalato in questo post. Ben vengano i ragionamenti, le critiche e le riflessioni: se fossi Zooppa o BootB, proverei a farne tesoro.
Ciao!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Gianluigi, grazie per il tuo commento. Hai messo in luce l&#8217;altro lato della medaglia: l&#8217;aspetto innovativo di Zooppa e BootB è sicuramente notevole. Come ogni approccio nuovo, merita attenzione e va affrontato come dici, senza orticelli o torri d&#8217;avorio. D&#8217;altra parte, occorre valutare benefici e rischi. I benefici ci sono, questo è fuori dubbio; e ci sono pure rischi, come quelli che ho segnalato in questo post. Ben vengano i ragionamenti, le critiche e le riflessioni: se fossi Zooppa o BootB, proverei a farne tesoro.<br />
Ciao!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gianluigi</title>
		<link>http://www.ilariamauric.it/2010/02/04/i-contest-creativi-online-e-il-valore-della-conoscenza-del-cliente/comment-page-1/#comment-83</link>
		<dc:creator>Gianluigi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 21:40:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilariamauric.it/?p=587#comment-83</guid>
		<description>Ciao a tutti, come cliente di Zooppa ma anche di agenzie di tipo tradizionale, mi sento di dire che il crowdsourcing è una via complentare e non sostitutiva all&#039;adv tradizionale.

Condivido infatti la necessità del ragionamento strategico, della condivisione, delle interviste alle persone dell&#039;azienda.
Se vengono fatte bene (e siamo onesti, non tutti lo fanno) queste attività sono la base della costruzione di un progetto di successo.

Non possiamo nemmeno ignorare però l&#039;apporto fresco, destrutturato e spesso originale di contest come quello fatto su Zooppa.
Difficilmente Coin e Upim avrebbero potuto mettere assieme oltre 5.600 proposte da cui sicuramente scaturiranno idee, anche perché le creatività sono poco mediate e canalizzate dall&#039;input dell&#039;azienda.

E allora? Per me le due cose possono lavorare assieme, senza preconcetti e senza inutili sensi di superiorità.
Purtroppo in Italia invece siamo molto divisi in corporazioni che sentono minacciato il loro orticello, mentre bisogna accettare la sfida globale e in questo modo migliorare e fare più business.

Gianluigi Zarantonello (www.gianluigizarantonello.it)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti, come cliente di Zooppa ma anche di agenzie di tipo tradizionale, mi sento di dire che il crowdsourcing è una via complentare e non sostitutiva all&#8217;adv tradizionale.</p>
<p>Condivido infatti la necessità del ragionamento strategico, della condivisione, delle interviste alle persone dell&#8217;azienda.<br />
Se vengono fatte bene (e siamo onesti, non tutti lo fanno) queste attività sono la base della costruzione di un progetto di successo.</p>
<p>Non possiamo nemmeno ignorare però l&#8217;apporto fresco, destrutturato e spesso originale di contest come quello fatto su Zooppa.<br />
Difficilmente Coin e Upim avrebbero potuto mettere assieme oltre 5.600 proposte da cui sicuramente scaturiranno idee, anche perché le creatività sono poco mediate e canalizzate dall&#8217;input dell&#8217;azienda.</p>
<p>E allora? Per me le due cose possono lavorare assieme, senza preconcetti e senza inutili sensi di superiorità.<br />
Purtroppo in Italia invece siamo molto divisi in corporazioni che sentono minacciato il loro orticello, mentre bisogna accettare la sfida globale e in questo modo migliorare e fare più business.</p>
<p>Gianluigi Zarantonello (www.gianluigizarantonello.it)</p>
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	<item>
		<title>Di: sharon sala</title>
		<link>http://www.ilariamauric.it/2010/02/04/i-contest-creativi-online-e-il-valore-della-conoscenza-del-cliente/comment-page-1/#comment-73</link>
		<dc:creator>sharon sala</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 14:14:47 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Ilaria, la penso esattamente come te, non mi hanno mai convinto molto questo tipo di concorsi, anche ai tempi della scuola onestamente non sentivo e non sento ancora tutt&#039;ora l&#039;esigenza di inserire il CV nomi altisonanti. 
Anche se non ho realizzato creatività per nomi noti quello che so fare credo di saperlo dimostrare benissimo con l&#039;esperienza acquisita sul campo dopo anni. 
Il primissimo portfolio lo creato facendo lavoretti per parenti, amici e conoscenti che mi hanno dato la possibilità di acquisire anche le dinamiche del contatto diretto con il cliente e la soddisfazione di vedere realizzato ciò che facevo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Ilaria, la penso esattamente come te, non mi hanno mai convinto molto questo tipo di concorsi, anche ai tempi della scuola onestamente non sentivo e non sento ancora tutt&#8217;ora l&#8217;esigenza di inserire il CV nomi altisonanti.<br />
Anche se non ho realizzato creatività per nomi noti quello che so fare credo di saperlo dimostrare benissimo con l&#8217;esperienza acquisita sul campo dopo anni.<br />
Il primissimo portfolio lo creato facendo lavoretti per parenti, amici e conoscenti che mi hanno dato la possibilità di acquisire anche le dinamiche del contatto diretto con il cliente e la soddisfazione di vedere realizzato ciò che facevo.</p>
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	<item>
		<title>Di: Giorgio Soffiato</title>
		<link>http://www.ilariamauric.it/2010/02/04/i-contest-creativi-online-e-il-valore-della-conoscenza-del-cliente/comment-page-1/#comment-72</link>
		<dc:creator>Giorgio Soffiato</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 07:41:03 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Ilaria, ti ringrazio per la citazione. Uso per la seconda volta in pochi giorni una citazione non mia

--

Pierre Menard, il personaggio di Jorge Luis Borges che decide di riscrivere il Don Chisciotte di Cervantes, al termine di uno sforzo enorme ricalcherà nella propria revisione, parola per parola, l&#039;originale. Malgrado le parole di Menard siano le stesse, ora il loro significato è del tutto differente.

--

MI sembra che quanto dici sia più o meno la stessa cosa, magari alla fine l&#039;output creativo ha la stessa finalità ma la riduzione del processo di costruzione di significato è di certo una perdita importante, una perdita per chi dovrà impostare la creatività o anche una perdita per l&#039;utente finale? Il fatto di ridurre i tempi di brief relega strumenti come zooppa a certi tipi di approcci &quot;spot&quot; o con l&#039;ottimizzazione dei tempi è possibile davvero ridurre il &quot;time to market&quot; del lavoro finale? La mia idea è che si possa applicare il modello long tail anche a questo caso, nella parte alta ci sono 4/5 proposte (quelle in gara) di qualità assoluta emerse dopo una fase di confronto importante, nella parte bassa invece ci sono molte proposte (stile zooppa), alcune buone ed altre cattive ma l&#039;aumento di varietà sopperisce al rischio riduzione di qualità.. forse è un discorso un pò astratto.. ci ragionerò :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Ilaria, ti ringrazio per la citazione. Uso per la seconda volta in pochi giorni una citazione non mia</p>
<p>&#8211;</p>
<p>Pierre Menard, il personaggio di Jorge Luis Borges che decide di riscrivere il Don Chisciotte di Cervantes, al termine di uno sforzo enorme ricalcherà nella propria revisione, parola per parola, l&#8217;originale. Malgrado le parole di Menard siano le stesse, ora il loro significato è del tutto differente.</p>
<p>&#8211;</p>
<p>MI sembra che quanto dici sia più o meno la stessa cosa, magari alla fine l&#8217;output creativo ha la stessa finalità ma la riduzione del processo di costruzione di significato è di certo una perdita importante, una perdita per chi dovrà impostare la creatività o anche una perdita per l&#8217;utente finale? Il fatto di ridurre i tempi di brief relega strumenti come zooppa a certi tipi di approcci &#8220;spot&#8221; o con l&#8217;ottimizzazione dei tempi è possibile davvero ridurre il &#8220;time to market&#8221; del lavoro finale? La mia idea è che si possa applicare il modello long tail anche a questo caso, nella parte alta ci sono 4/5 proposte (quelle in gara) di qualità assoluta emerse dopo una fase di confronto importante, nella parte bassa invece ci sono molte proposte (stile zooppa), alcune buone ed altre cattive ma l&#8217;aumento di varietà sopperisce al rischio riduzione di qualità.. forse è un discorso un pò astratto.. ci ragionerò <img src='http://www.ilariamauric.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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