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19 novembre 2009

La mia riflessione sulla seconda bozza per gli IWA Italy Skill Profiles.


Circa un mese fa su LinkedIn, il Gruppo IWA Italy Web Skills Profiles ha segnalato la pubblicazione della seconda bozza sui profili professionali del web.
Questo documento nasce da una discussione avviata ormai da molti mesi. Dopo la sua pubblicazione, ho letto i vari documenti ed espresso alcune perplessità che ho condiviso con Pasquale Popolizio. Pasquale si è offerto, in breve tempo, di iscrivermi al gruppo di discussione. Ho molto apprezzato l’atteggiamento di apertura e la volontà di confronto del gruppo IWA, incaricato di portare a termine un compito che non dev’essere affatto semplice.
Gli strumenti a disposizione per discutere con il Gruppo non mi sono del tutto familiari, perciò ho deciso di esprimere qui le mie impressioni sulla nuova bozza e di segnalare in breve la mia principale perplessità. In questi giorni, proverò a discutere nella mailing list del Gruppo il punto su cui sono dubbiosa.

quelli che restano di là(questa volta il disegno è mio, e si vede :P)

Una parte del lavoro che svolgo prevede che mi occupi del design di un sito web. Per farlo, conosco i principi tecnici generali che tengono in piedi una pagina web, in più aggiungo la professionalità che ho nel campo della grafica e della comunicazione, in modo che ogni sito risulti unico, fatto su misura e che, in una parola, comunichi. Il mio collega Alessandro si occupa di tradurre in html e css le mie pagine, scrivendo un codice estremamente preciso e attento agli standard richiesti. In poche parole, io sono il (o dovrei dire “la”? …mi suona male!) designer dell’interfaccia e Alessandro è il web designer. In passato, ho lavorato in questo modo sia per Studio Pleiadi, con altri colleghi; che con Alessio e Massimiliano. Non ricordo di aver mai avuto problemi di comprensione o di lavoro con questi professionisti, anzi: il mio approccio più creativo, meno infuenzato dai presunti limiti tecnici, ci ha spesso stimolato a trovare nuove soluzioni e ha permesso a me di avere un quadro sempre più chiaro dei confini entro cui muovermi, grazie alle profonde competenze dei colleghi con cui lavoro (oppure ho lavorato).

Sulla seconda bozza degli Skill Profiles sono andata a leggere il punto in cui avrei dovuto trovare le professionalità mie e quelle dei colleghi che ho citato. Ho scoperto che un profilo come il mio non è previsto se non in minima parte nella figura dello UX Designer; Alessandro, Alessio e Massimiliano sono possono riconoscersi in larga misura nel ruolo di Front End Web Developer, anche se ognuno di loro avrà competenze sfumate anche in altri ambiti.
Due chiacchiere con Adriano, qualche giorno fa in pausa pranzo, mi hanno fatto molto riflettere, come sempre. Il documento che sta producendo IWA individua le professionalità che stanno nascendo ora e che tra qualche anno saranno richieste, perché è così che si sarà trasformato il web. Potrei dire, in poche parole, che lo UX Designer è il mestiere che dovrò arrivare a fare tra qualche anno, se voglio rimanere al passo con i tempi e con le esigenze richieste dagli scenari che si stanno formando, per quanto riguarda la sfera di internet. Da questo punto di vista, la seconda bozza degli IWA è diventata per me molto stimolante e mi sta aiutando a dare una prospettiva di studi e aggiornamento al mio futuro.

Il punto su cui ho iniziato a discutere con il Gruppo di lavoro degli Skill Profiles riguarda la mancanza di una figura professionale che abbia capacità creative e grafiche. Queste abilità sono richieste allo UX Designer, ma vengono presentate come marginali e entro limiti molto vaghi (web graphics, web design, accessibility design).
Proprio pochi giorni fa è uscito questo articolo su UXmagazine: il processo di cui si parla nell’articolo è relativo all’impatto grafico, cioè allo stile comunicativo che si vuole dare a un sito web. L’esempio analizzato è molto lungo e le figure coinvolte sono quelle del visual e del communication designer (confesso di non avere ben chiaro quante tipologie di designer esistano a oggi e che cosa sia loro richiesto di sapere fare esattamente). Queste figure lavorano insieme per decidere che faccia avrà un nuovo progetto web. Secondo me, queste figure creative dovrebbero lavorare insieme agli UX Designer o i Front End Web Developer, che trasfomeranno il design in codice, faranno testi di usabilità ecc. ecc. Se poi esiste una sola figura che sappia fare molto bene sia il creativo che lo UX Designer o il Front End Web Developer, tanto meglio. Anche se raramente un processo creativo per un sito web si sviluppa con ricerche così lunghe, mi sembra che affiancare l’articolo appena citato alla seconda bozza degli Skill Profiles sia utile a fermarsi a riflettere sul fatto che il web non è solo tecnologia, righe di codice e programmazione, seo – serp, webmarketing, social networks…. ma è anche comunicazione.

7 Commenti
  • Già Ilaria, innanzi tutto imbocca al lupo nel gruppo di lavoro :-)

    Bel tema… espongo la mia opinione.

    La tua figura secondo me è oltre.
    Nel senso che come tu stessa affermi non nasce dal web. Sei tu che hai scelto di utilizzarla per il web.
    Fondamentalmente all’albore del web chi faceva la grafica erano coloro che la facevano per il cartaceo. Dunque il “reparto” del web utilizzava una figura “esterna” o “impropria”. Il tempo passa e il web matura ed ecco che i creativi si specializzano fronteggiando le richieste del mercato.
    Se non erro ancora oggi si fatica a trovare una scuola per questo. Mentre è molto più facile trovare una scuola per programmatori o sistemisti.
    Il creativo è tra l’artista e lo scienziato costretto a lavorare su concetti poco empirici, poco misurabili. Guarda caso questo crea anche problemi in tutti i flussi di lavoro in cui si necessità di misurabilità (vedi la modalità agile, vedi la mancanza di strumenti, vedi la soggettività del prodotto che si crea).
    Poi il creativo che sa anche programmare o sa fare anche il web design, beh, tanto meglio ma soprattutto tanto di cappello. Anche se penso che fare più o meno tutto è diverso da saper fare bene una cosa. Ma questo è un altro discorso.

    La tua figura è appunto oltre, oltre la misurabilità della sua efficienza. Ormai indispensabile per il mercato ma se dovessimo specificare le doti di un designer per le interfacce web cosa metteremo?
    E’ indispensabile che conosca linguaggi di programmazione o codice html e css? No.
    E’ indispensabile tutta la parte promozionale, web marketing per non parlare di quella sistemistica? No.
    Giustamente ci vedrei i concetti di usabilità, comunicazione, psicologia (guarda caso poco misurabili anch’essi). Studi che fanno parte del bagaglio culturale di una persona più che di tecniche acquisite. Per il resto è arte.
    Come misuri l’efficacia di un artista se non con il riscontro del pubblico? Come attribuisci lo skill ad una cosa non misurabile?
    Mettiamo “Ottima padronanza di Photoshop”? L’uso di photoshop sta al mio uso di un editor che è irrilevante perchè lo skill di un web designer è la purezza del codice, la semantica, la corretteza, tutto misurabile. Anche l’accessibilità è mesurabile.
    Il bello non si misura. Si percepisce e si valuta, soggettivamente.
    La tua figura non si “impachetta” in skill, si percepisce a lavoro finito.

    L’unica misurabilità che metterei è il tempo. A parità di efficacia di un lavoro (riscontrato dal pubblico/cliente) potremmo confrontare empiricamente il tempo impiegato.
    Un designer per le interfacce web che azzecca di buona media il concetto e produce soddisfazione al pubblico/cliente in poco tempo è più efficiente di un’altro che ne impiega di più. Ma vallo un po’ a scrivere questo pregio…

  • Capisco l’argomentazione ma non la conclusione. Siccome una professionalità produce cose che si prestano a giudizi soggettivi, quella professionalità secondo te non è definibile: secondo il tuo ragionamento si arriverebbe a questa conclusione… Sarebbe come a dire che un grafico che lavora nell’ambito della stampa non è una figura professionale definibile solo perché i suoi progetti devono essere valutati dai clienti.

    Io credo che sia oggettivo che manchi la figura di un creativo, tra tutte quelle ipotizzate nella seconda bozza. Il creativo produce un’immagine, uno stile e infine una grafica. Se ne ha le competenze, può anche partecipare alla definizione di un piano di comunicazione, contribuendo a definirne il taglio visivo, il linguaggio ecc. Se questo creativo sa trasportare tutto questo in un progetto web coordinato, che funzioni, allora sarà un creativo con specialità dedicate al web. Se poi al cliente non piace, è sempre compito del creativo ripartire con altre proposte: questa figura c’è e lavora. Bisogna escluderla solo perchè è l’unica figura soggetta a valutazioni di gusto personale?
    Io non credo e soprattutto non è così che succede nel mondo reale, in una bella fetta di progetti web in cui il creativo collabora esattamente come tutte le altre figure.

  • No,
    la mia conclusione era questa in poche parole:

    1) La tua figura la vedo più come “artista” che come risorsa con competenze tecniche, quindi, più libera e meno verificabile.
    2) La vedo fuori perchè interagisce come consulente, appunto grafico.
    3) La vedo fuori perchè ancora collegata ad una necessità non tecnicamente funzionale.

    Mi rispiego. La tua/vostra capacità (non misurabile) potrebbe essere inserita in un progetto solo a livello “consulentistico” se qualcun’altro avesse competenze per scrivere/disegnare quello che avete maturato come ispirazione.
    L’ispirazione non si misura ne si quantifica ne si giudica.

    Sì, invece,
    possiamo inserire questa professionalità nell’elenco (non ho mai detto il contrario), ma non sarebbe misurabile come le altre.

    Faccio un esempio che spero chiarisca.
    Sono un’azienda che cerca un programmatore e un designer per interfacce web.
    Per cercare il primo controllo i suoi skill e leggo: php, mysql, asp, coldfusion. Perfetto, quello che fa per me. Poi se non è vero che le sa fare è un altro discorso.
    Per cercare il secondo leggo: css, html, nozioni di usabilità, architettura informazioni. Che mi frega, tutto sommato. Io voglio una persona in grado di comunicare e realizzare interfacce belle, che colpiscono. Posso scoprirlo da questa griglia? No. Cosa guardo allora? I lavori che ha fatto ed il curriculum.

    Spero di essere stato più chiaro. :-)

  • Personalmente trovo che ci siano due ruoli nettamente distinti che di solito per esigenze commerciali o di opportunità spesso si fondono.
    Un conto è progettare un’interfaccia web per quel che riguarda la struttura/usabilità/navigabilità, un altro è pensare all’aspetto artistico della faccenda.
    Nel primo caso entrano in gioco html,css e linguaggi di scripting, oltre che una conoscenza specifica sui concetti di usabilità delle GUI, tutte cose che prescindono dal gusto estetico. Queste sono prerogative di un programmatore lato client….il cui lavoro è strutturabile misurabile e giudicabile oggettivamente.
    L’altro aspetto invece è quello più prettamemnte artistico che sicuramente è meno “incasellabile” e che in uno scenario ideale sdovrebbe essere sulle spalle di una figura completamente diversa dalla precedente.

    Nella realtà le due figure spesso si fondono con risultati alterni, sacrificando un aspetto piuttosto che l’altro (tecnico o artistico) in funzione della formazione di base della persona.

    Fare centro su entrambi gli aspetti immagino sia complicato (ma non impossibile) in quanto richiedono caratteristiche opposte che difficilmente possono convivere in un unico individuo….razionalità e capacità di schematizzre da una parte, estro colpo d’occhio e fantasia dall’altra.

  • A dire il vero ho storto il naso anche io a leggere certi profili e le loro abilità di base.

    Certo che è abbastanza soggettiva la cosa.
    Direi che sono al più semplici linee guida ma chiamarle definizioni di nuove professioni mi sembra un pelo eccessivo.
    Esempio: un web content editor e web content manager .. dubito sappiano xml, css e xhtml. Oppure, fino ad ora, i colleghi che che ho sempre definito web content manager non lo sono affatto.

    Leggendo la lista sarei un user experience designer, ma certe diciture ( che a volte non so nemmeno cosa vogliano dire ) non le conosco.
    LOL è come andare al pub, e chiedere: Vorrei un panino “user experience” ma toglimi javascipt e technical writing va che mi sono pesanti.

    Comunque bel lavoro, i miei complimenti ..

    La mia speranza è che l’Italia si svegli. Perchè finchè leggo gli annunci di lavoro su lavoricreativi con agenzie che richiedono macromedia flash, macromedia dreamweaver, html, php, photoshop, e massì anche un pò di C++
    Tutto questo lavoro sui profili servirà a ben poco.

    Bel blog!

    Alberto

  • Ciao Alberto, grazie per l’apprezzamento sul mio blog :)
    Mi fa pensare la tua ultima riflessione: il lavoro che sta facendo IWA con gli Skill Profiles è commissionato dalla UE e dovrebbe servire proprio ad evitare di annunci come quello che citi (ne vedo tanti anch’io, fatti in questo modo: di solito chiedono professionalità giovani con 10 anni di esperienza :P); oppure a evitare che le persone dichiarino di fare cose che non sanno fare davvero.
    Sono fiduciosa sulla bontà del lavoro che ha svolto finora IWA, anche se indubbiamente ci sono delle zone d’ombra che andranno chiarite. Un mio dubbio, per esempio è: come faccio a dimostrare che la mia professionalità corrisponde a una di quelle indviduate dagli Skill Profiles? Chi mi dovrebbe giudicare?
    E ho notato anch’io che in alcuni casi c’è un’abbondanza di figure, mentre in altri c’è carenza. Io credo che da un lato ci sia lo sforzo di immaginarsi dove andrà il web del futuro; dall’altro ci può essere l’errore di cadere nelle mode del momento.
    Ti scrivo queste cose non facendo parte di IWA, ho solo avuto il piacere di unirmi di recente alla conversazione nella lista per gli skill profiles. Ogni dubbio dovrebbe aiutare a creare un documento migliore. A presto!

  • *** Aggiornamento a Luglio ***

    La stable release degli skill profiles vede la figura del Creative Information Architect. Sono contenta, il confronto è servito davvero e ora i profili mi sembrano davvero completi. Grazie a IWA!

    http://www.skillprofiles.eu/documenti/

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